Tecniche Bondage: trucchi e consigli

Da sempre il sesso, inteso come l’insieme degli atti che sono effettuati semplicemente per aumentare il piacere, ha coinvolto e stimolato il genere umano generando una serie di pratiche diverse dal semplice rapporto tradizionale ma che inducono lo stesso al piacere; quella del Bondage non solo rientra in una di queste ma è anche l’elemento primario e principale di tutte quelle pratiche inerenti il mondo BDSM (Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo).

Questo ha comportato il completo stravolgimento di molti luoghi comuni come quello che identificava il sesso con la libertà di movimento, di azione, di reciprocità con il partner oppure quello in cui il piacere doveva essere raggiunto esclusivamente mediante l’atto sessuale.

Il Bondage ha permesso di rivedere questi due aspetti e di poter vivere le emozioni all’interno di giochi erotici che generano piacere ma che, al contrario del sesso, non sono obbligatoriamente finalizzati al rapporto sessuale vero e proprio, sia come penetrazione classica che come sesso orale.

Esso si caratterizza infatti principalmente con l’immobilizzazione di uno dei partner (può essere infatti effettuato tra due o più persone) mediante degli strumenti di tipo diverso come ad esempio corde, nastri, ferri o manette, cappucci o costrizioni varie, ma l’aspetto pratico di questa tecnica, ovvero l’immobilizzazione e la relativa sottomissione, è solo uno strumento che tende ad alimentare lo stato emotivo e a portarlo al massimo del piacere.

Il Bondage, quindi, può essere considerato un vero e proprio strumento di regolazione emozionale in quanto non solo tende ad aumentare l’affinità di una coppia, ma anche quella del controllo delle proprie impressioni, delle proprie paure, dei propri turbamenti e del carico da stress.

In questo articolo andremo a conoscere il Bondage e come poterlo fare in estrema sicurezza, analizzando le maggiori tecniche e dando contemporaneamente dei consigli a coloro che vogliano provare, almeno una volta, questo tipo di rapporto.

Consigli per un bondage fatto bene

Il Bondage tradizionale nella sua massima estensione deriva dalla disciplina giapponese chiamata “Shibari” e deve essere appresa lentamente ed affinata nel tempo, soprattutto per coloro che si vogliono spingere ai livelli più alti di quella che può essere considerata come una vera e propria arte.

Essendo una pratica molto aperta ed eterogenea, non esistono livelli definiti ma solo dei gradi di difficoltà soprattutto nell’ambito delle legature con le corde; si può infatti partire dal semplice legare il/la partner alla testiera del letto mediante delle manette, dei foulard o dei cordini fino ad arrivare alle ben più complesse tecniche di sospensione.

Questa immobilizzazione, inoltre, può finalizzarsi a molteplici scopi in quanto il Bondage può essere fatto per la sola estetica (si mettono in risalto alcune parti del corpo) o semplicemente per poter provare determinate sensazioni fisiche di contenimento o bloccaggio che rendono il proprio corpo completamente a disposizione del/i partner.

Per poter praticare il Bondage in modo sicuro, per prima cosa bisogna essere consapevoli di quello che si sta facendo, di come lo si sta facendo, ma soprattutto dei rischi che la pratica delle varie tecniche può comportare e dei materiali che bisogna utilizzare; una corda messa male può causare dolore o conseguenze fisiche anche gravi, una corda messa bene invece è sempre fonte di piacere in quanto va a stimolare punti erogeni o accarezza il corpo durante i movimenti.

L’improvvisazione, inoltre, è uno dei maggiori fattori che portano ad incidenti, anche seri, soprattutto se unita alla mancanza di attenzione nei confronti del compagno di giochi immobilizzato; anche il semplice e classico ammanettamento alla testiera del letto con una bendatura può avere conseguenze spiacevoli se non si controllano in continuazione le reazioni del partner.

La conoscenza del proprio compagno/a è un altro dei fondamenti del Bondage; sapere quello che piace, che vuole e a quale livello di sopportazione può spingersi, sono le informazioni su cui si basa l’intero gioco erotico e che possono essere implementate anche durante il Bondage stesso.
Ecco quindi che è fondamentale parlarsi prima, sapere quali pratiche attuare, decidere la parola di sicurezza ma soprattutto essere attrezzati con il coltello per emergenze e pienamente consenzienti; a tal uopo, nel caso in cui ci dovessero essere persone diverse dal proprio partner abituale, si consiglia di mettere sempre per iscritto il proprio assenso alle pratiche da attuare con la descrizione delle stesse.

La tecnica Shibari

Esistono due diverse scuole di pensiero relativamente al Bondage: quella tradizionale giapponese e quella occidentale di provenienza americana; la differenza principale è relativa ai materiali utilizzati ma vi sono difformità anche sulla metodologia.

Il Bondage classico utilizza quasi esclusivamente corde naturali di canapa o juta e il suo scopo principale è quello di produrre un attrito tra la legatura ed il corpo, mentre quello occidentale, oltre ad adoperare materiali naturali più leggeri come cotone o seta, viene effettuato anche con corde in poliestere e si basa molto sull’azione del nodo.

Fondamentalmente, quindi, è “il come si lega” che fa diventare il Bondage una vera e propria arte e per iniziare a praticare bisogna perciò avere una buona dimestichezza con alcune figure; per quanto riguarda la parte relativa al divaricamento con la cosiddetta cravatta a colonna singola, che tendenzialmente è utilizzata per bloccare gli arti all’altezza dei polsi e delle caviglie, per quella dell’unione con la cravatta doppia e infine per la sospensione con l’imbracatura pettorale.

Descriviamo quindi brevemente la costruzione di queste figure per far capire che dietro ogni bloccaggio ci sono studi precisi che permettono, tramite la complessità di realizzazione, di praticare lo Shibari in modo sicuro.

  • Cravatta a colonna singola o doppia
    Per creare questo tipo di cravatta, che è una figura di base utilizzata per bloccare gli arti all’altezza di polsi e caviglie, bisogna piegare in due la corda e trovarne il centro; con la corda a doppio posizionarsi poco sopra l’articolazione (polso o caviglia) e far fare due giri stando attenti a lasciare dell’aria.
    Incrociare il capo del cordame con la restante parte e far passare il pezzo con l’ansa sotto la legatura appena fatta tirandola verso di sé. Fare quindi un anello con la parte libera della corda e far passare al suo interno l’ansa tirando verso di sé, ripetendo questa operazione per due volte; tirare molto forte il nodo e controllare se tra corpo e corda vi sia dell’aria. Nel creare questo nodo bisogna stare attenti a due cose: far passare la corda sopra e non sull’articolazione, in modo da ridurre al minimo eventuali conseguenze alla nervatura, e alle corde che non devono in alcun modo attorcigliarsi; se ciò dovesse accadere si creerebbero infatti dei punti di pressione molto fastidiosi. Questo tipo di nodo è molto utile e fondamentale perché, oltre a poter legare direttamente il proprio partner, può essere utilizzato anche come base per la puleggia che permette di poter tirare l’arto verso la parte fissa come la testiera o le zampe del letto o su dei ganci. La cravatta doppia si effettua con le medesime modalità ma prende entrambi gli arti e di conseguenza la corda doppia viene fatta girare intorno alle due braccia o alle due gambe che sono perfettamente allineate tra di loro.
  • Imbracatura pettorale
    L’imbracatura pettorale è una delle figure basi nello Shibari in quanto può stare da sola oppure fungere da base per poter creare altri tipi di legami; questa che andremo a vedere è la versione più semplice che non permette le pratiche in sospensione, ma è possibile farla più complicata e maggiormente decorativa. Come al solito il primo passo da fare è piegare in due la corda e prendere il capo che fa da ansa; posizionarla al centro della schiena poco sotto la linea inferiore delle scapole e fa passare la parte libera della corda prima intorno al corpo sulla alla parte inferiore del torace e poi all’interno dell’ansa stessa, assicurandosi che questo passaggio sia posizionato sulla colonna vertebrale al centro della schiena e che le corde aderiscano al corpo ma permettano la respirazione. Avvolgere nuovamente il corpo con la parte libera della corda seguendo il verso del primo giro e, quando si è arrivati all’ansa, far passare la parte libera della corda tra le due già presenti facendo un nuovo giro ma in senso contrario; passare nuovamente la corda all’interno dello spazio creato tra le corde (non dentro l’ansa) e tirare il tutto verso l’alto controllando l’allineamento. Prendere la misura tra il punto di incrocio e il centro delle scapole e fare nuovamente un giro intorno al corpo ma questa volta lungo la parte superiore del petto, ripetendo esattamente gli stessi passi precedenti. Far quindi passare la corda sulla spalla calandola davanti facendo attenzione a farla transitare sopra le corde orizzontali superiori e sotto quelle inferiori; tornare su verso l’altra spalla facendo passare la corda in modo inverso (sopra le corde inferiori e sotto quelle superiori). Portare la corda sulla schiena e infilarla nel punto superiore di aggancio, facendo attenzione a passare sopra la cinta orizzontale; passare quindi sopra i due lacci verticali e sotto le due corde orizzontali superiori. L’ultimo passaggio della corda è prima sopra e poi sotto le corde verticali che uniscono il punto superiore a quello inferiore; tirare il tutto e assicurarsi sempre del parallelismo di tutti i legami. Una variante di questa figura è il il “Box Tie” dove le corde vengono fatte passare non lungo il tronco ma sul braccio e gli avambracci sono dietro la schiena bloccati da una cravatta a colonna; questa figura è adatta al Bondage a sospensione.
  • Hogtie
    Questa figura è l’associazione di quelle viste in precedenza ed è una di quelle che sono ritenute classiche; il corpo è sdraiato a pancia in giù ed è stato bloccato nella parte superiore con un “Box Tie” mentre le gambe da una “Double Colomn Tie” che, dopo un doppio passaggio attraverso l’ansa, si va ad inserire nella parte centrale del “Box Tie” con delle semplici annodature doppie e la possibilità di sfruttare il capo rimasto per ulteriori bloccaggi o nodi. L’arte del legare spazia su tutto il corpo, anche lungo i genitali; i cosiddetti “Crotch rope” o corde inguinali sono delle particolari figure che fanno passare la corda lungo la vulva femminile e intorno allo scroto maschile e possono essere lasciate anche un po’ lasche in modo da permettere alla persona legata di variare la pressione e la posizione, causando quindi un ulteriore stimolo sessuale

Tecnica del Blindfolding

Il bendaggio, o Blindfolding, è una tecnica di Bondage che viene spesso usata in associazione allo Shibari e consiste di bloccare in modo completo o parziale il senso della vista attraverso bendaggi o maschere.
Nell’ambito del Bondage erotico è un elemento molto importante in quanto, non avendo il controllo della situazione e percependo esclusivamente attraverso gli altri sensi, il dominato deve avere una piena fiducia nel partner combattendo la naturale ansia e il timore.

Per poter ottenere un maggiore effetto si consiglia di uscire dalla stanza dopo aver bendato il/la partner e lasciarla/lo da solo/la per almeno 5 minuti, possibilmente nel massimo silenzio.

In questo modo la persona bendata non solo si abitua alla situazione nuova ma, non avendo chiaro lo scorrere del tempo, si mette automaticamente in una posizione psicologica di attesa che aumenta sempre di più con il passare del tempo e che stimola tutti gli altri sensi.

Questa tecnica è usata principalmente nel cosiddetto “SoftBondage”, è normalmente associata alla pratica di bloccaggio degli arti tramite corda o manette ed è possibile effettuarla tramite apposite maschere oppure semplicemente con dei foulard, possibilmente di seta; in quest’ultimo caso, si può decidere se far perdere completamente o meno l’uso della vista lasciando un piccolissimo spiraglio nella parte inferiore in modo che il dominato possa acuire la sua immaginazione.

Pur essendo priva di rischi oggettivi, il dominatore deve comunque controllare lo stato emozionale della persona bloccata soprattutto se essa è un tipo ansioso; tachicardia, affanno o crisi di panico posso essere degli effetti collaterali a cui si deve porre sempre molta attenzione.

Tecnica del Gagging

La tecnica del Gagging è comune sia nel soft che nell’hard bondage e consiste nel bloccare la bocca del dominato in modo che esso non possa parlare ma solamente emettere dei suoni o dei gemiti; erroneamente si definisce in senso generico “dell’imbavagliamento” ma questo accade solo se si usano dei foulard, delle sciarpe o degli asciugamani.

Esistono infatti degli accessori diversi che permettono l’esecuzione di questa pratica e sono divise in “Gag Ball” e “Gag Ring”.

Entrambi hanno una cinghia che deve essere posizionata in modo perfettamente orizzontale alla base della nuca e si differiscono dall’oggetto che viene messo all’interno della bocca: le prime hanno una palla, che può essere piena o traforata per far passare l’aria e di dimensioni diverse, mentre i secondi hanno un anello di dimensioni variabili che permette di non far parlare e contemporaneamente lasciare la bocca aperta per ulteriori fantasie erotiche e/o sessuali.

Come nel caso del Blindfolding non è tendenzialmente pericolosa ma può avere delle conseguenze anche molto spiacevoli, come ad esempio la slogatura della mascella o la sindrome da soffocamento, per cui è sempre il caso che il dominatore stia sempre attento alle condizioni e allo stato del partner.